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------ Descrizione generale dell' Alfa Romeo Alfetta ------

Costruttore                                                             Alfa Romeo

Tipo principale                                                         Berlina
Altre versioni                                                            Coupé
Produzione                                                               dal 1972 al 1984
Ha sostituito                                                             Alfa Romeo 1750
Sostituita da                                                             Alfa Romeo  Alfa 90
Esemplari prodotti                                                   475.719

Altre caratteristiche

Dimensioni e massa

Lunghezza                                                               da 4.280 a 4.385 mm
Larghezza                                                                da 1.620 a 1.640 mm
Altezza                                                                     1.430 mm 

Massa                                                                       da 1.060 a 1.120 kg

Altro
Assemblaggio                                                          Stabilimento di Arese
Stile                                                                          Giuseppe Scarnati
Stessa famiglia                                                         Alfa Romeo Giulietta (nuova)
                                                                                  Alfa Romeo Alfetta GT

Auto concorrenti dell' epoca

Audi 100
BMW Serie 3
Fiat 132
Lancia Beta
Mercedes-Benz W123
Peugeot 504
Rover 2000 TC
Saab 900

-------------- La storia della Alfa Romeo Alfetta ------------

La gestazione del progetto

L' Alfa Romeo Alfetta, identificata all' epoca dalla casa madre con il numero di codice "progetto n.116" fu sostanzialmente il prodotto di una certa confusione a livello di indagini di mercato che regnava presso le alte sfere della celebre casa automobilistica italiana nel corso dell' anno 1969.

Nel corso del decennio in questione si era infatti assistito ad un profondo mutare dei gusti del pubblico automobilistico, ed anche in conseguenza di ciò i dirigenti dell' Alfa Romeo ormai dubitavano seriamente del fatto che auto come la Giulia e la 1750, pur avendo rappresentato dei grandi successi a livello commerciale, e che allora rappresentavano ancora l modelli di punta della gamma prodotta dal marchio, avrebbero retto ancora per tanto al rapido palesarsi delle nuove tendenze stilistiche del periodo.

Essi erano dunque consapevoli del fatto che il verificarsi di tale eventualità le avrebbe inevitabilmente e rapidamente rese delle auto sorpassate quanto meno a livello stilistico, e che il verificarsi di tale circostanza avrebbe avuto conseguenze sicuramente nefaste anche sulla loro capacità di affermarsi ancora con lo stesso peso avuto negli anni passati sull' agguerrito mercato automobilistico dell' epoca.

 

Le discordie in seno alla dirigenza dell' Alfa Romeo

Il verificarsi della circostanza descritta in precedenza, causò il nascere di due correnti totalmente in antitesi in seno alla dirigenza della casa madre, sicchè una parte della stessa optò per la messa in cantiere di un modello totalmente rivoluzionario, sia a livello di meccanica, sia a livello stilistico, definito appunto il "progetto 116".

Nel contempo, con l' intento evidente di non scontentare la clientela più tradizionale del marchio l' altra parte della dirigenza optò per la messa in cantiere di una versione rinnovata della "1750", caratterizzata rispetto alla versione precedente da alcuni aggiornamenti estetici e dall' adozione di una nuova motorizzazione, di cubatura più "europea", che, nel corso dell' anno  1971, veniva presentata ufficialmente, con la denominazione di Alfa Romeo "2000".

 

Lo studio presentato dal centro stile Alfa Romeo

Il Centro Stile Alfa, guidato dal designer Giuseppe Scarnati, assecondando appieno le direttive che all' epoca gli vennero imparitite dalle alte sfere della casa automobilistica, disegnò così una vettura dalle caratteristiche in qualche modo intermedie tra la "2000" e la "Giulia", di fatto pronta a sostituire il primo modello che a causa della sua anzianità avesse perso troppo terreno sul mercato automobilistico di allora.

Il disegno della carrozzeria era in effetti molto moderno, nonchè contraddistinto dalla presenza di linee tese e spigolose.

Una particolare attenzione fu poi dedicata allo sfruttamento dello spazio interno, allo scopo di rivestire uno schema tradizionale con il blasone  prestigioso delle berline sportive, settore in cui le auto prodotte dalla casa di Arese, all' epoca, erano considerate il "non plus ultra".

Per dovere di cronaca, occorre anche citare il marginale ed estemporaneo contributo del grande Giorgetto Giugiaro, che incaricato nel corso dell' anno1968 di progettare la nuova Alfa coupé, stava terminando i disegni esecutivi di quella che sarebbe poi diventata la grintosissima l'Alfetta GT.

Al fine di tranquillizzare la clientela circa l' abbandono dello schema tradizionale per il moderno "transaxle", si fece ricorso alla citazione delle glorie sportive Alfa Romeo scegliendo il nome di Alfetta e così ufficializzando l'affettuoso nomignolo con cui i tifosi avevano soprannominato le Alfa Romeo 158 e 159 da Formula 1 che vinsero il campionato mondiale nel 1950 e 1951 con Nino Farina e Juan Manuel Fangio.

 

L' esordio del modello sul mercato automobilistico

Al suo esordio sul mercato automobilistico dell' epoca Il nuovo modello si dimostrò subito molto riuscito, sia esteticamente, sia a livello prestazionale, ma le previste polemiche infuriarono ugualmente, dividendo gli "alfisti" nelle fazioni identificabili come "modernista" e "tradizionalista".

Infatti, pur guadagnando grazie alla sua nuova architettura enormemente in tenuta e stabilità, a causa dei più complessi leveraggi di comando del cambio, l' Alfetta aveva perduto parzialmente la proverbiale dolcezza d'innesto dei rapporti, piacevole prerogativa dei modelli prodotti in precedenza.

 

La tentennante e indecisa politica commerciale dell' Alfa Romeo

In quel frangente l' azienda automobilistica non assunse una posizione netta ed inequivocabile, di fatto limitandosi a cercare di accontentare entrambe le fazioni, lasciando in produzione la "2000" fino all' anno 1976 e la "Giulia" fino all'anno 1978.

Uno dei principali esiti di questa discutibile politica commerciale (purtroppo assai poco intelligente...), fù l' inevitabile sovrapporsi nella gamma prodotta dalla casa di Arese di modelli dalle caratterisiche affini e similari, e ciò inevitabilmente causò il nascere di una decisamente poco salutare forma di "concorrenza interna" al marchio stesso.

Sostanzialmente l' affermarsi sul mercato del nuovo modello venne in un primo tempo ostacolato dal verificarsi della situazione descritta in precedenza, e successivamente dal palesarsi della grave crisi petrolifera (la famosa crisi energetica...le domeniche a piedi...l' austerity...), che colpì il mondo occidentale nel corso dell' anno 1973, e che ovviamente ostacolò per un certo periodo pesantemente la diffusione delle auto di grossa cilindrata, fortemente penalizzate dall' utenza a causa dei loro consumi, certamente superiori rispetto a quelli delle loro consorelle dotate di motori di cilindrata inferiore.

Purtroppo quando, a causa dell' uscita di produzione dei modelli precedentemente descritti, l'Alfetta poté assurgere finalmente al ruolo di modello di punta della gamma prodotta dalla casa di Arese, erano passati più di sette anni dal suo esordio, e benché ancora validissima tecnicamente ed esteticamente era ormai considerata un'automobile "anziana" per gli standard tecnologici che un pubblico dal palato fine come gli "alfisti" si aspettava da un'Alfa Romeo.

Questo atteggiamento irresoluto, perennemente in bilico e tentennante tra il passato e il futuro, fu una delle principali cause della grave crisi che affossò inevitabilmente e pesantemente l' azienda nel corso del decennio successivo, e ne causò indirettamente il forzato ingresso ed il conseguente totale assorbimento nell' orbita del Gruppo Fiat.

   

  Una  bella  istantanea  dell' Alfa 159 da  corsa, soprannominata  all'  epoca  

"Alfetta",  vettura  dalla  quale la bella e grintosa berlina  sportiveggiante

 prodotta  nel  corso  degli  anni  70 dalla  casa del  Portello mutuò il nome

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Una  bella immagine dell' Alfa Romeo 159 da

corsa, all' epoca  soprannominata   "Alfetta"

Una  bella  Alfa 159  "Alfetta"  da  competizione, durante  lo

svogimento  di  una manifestazione sportiva  avente  come

 protagoniste  le auto  storiche da corsa del bel tempo che fu

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 Una  singolare  immagine  pubblicitaria  dell' Alfetta

 1800,  che  viene  ritratta  affiancata  dall 'Alfetta da

 competizione raffigurata  nelle immagini precedenti

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Un bello schieramento di Alfetta in dotazione all' Arma dei Carabinieri 

      

Un bel dettaglio dell' aggressivo frontale di un' Alfetta 1800 prima serie

Una bella vista della parte posteriore di un' Alfetta prima serie

  

   

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Particolare delle fanaleria posteriore di un alfa Romeo Alfetta 1600