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- Foto di un' Alfetta 1600... ancora più particolare ! -

La fortunata Alfa Romeo Alfetta, vettura indubbiamente molto riuscita sotto tutti gli aspetti, meccanici o estetici che dir si voglia, ha sempre suscitato gli entusiasmi di una folta schiera di aficionados e simpatizzanti del modello e del marchio che rappresentava.

Fra le sue caratteristiche intrinseche, che ai tempi fecero la gioia degli alfisti più intransigenti, spiccava quella di disporre di motorizzazioni potenti e grintose, che gli consentivano di sviluppare prestazioni che, quantomeno sotto questo aspetto, la ponevano ai vertici della categoria di appartenenza, e le consentivano di distanziare considerevolmente le dirette rivali.

Ciò non di meno, nel corso della lunga e fortunata carriera evolutiva del modello, una folta schiera di meccanici e preparatori, si è dedicata con passione all' ulteriore potenziamento del propulsore che equipaggiava la già grintosa berlina sportiveggiante prodotta dalla casa del biscione, ottenendo spesso risultati di una certa rilevanza, facilitata nel raggiungimento dello scopo dalla valida e solidissima architettura del mitico bialbero made in Alfa Romeo.

Qualcuno poi, si è spinto anche oltre, arrivando a sostituire il propulsore originale, con un' altro, sempre prodotto dall' Alfa Romeo, ma caratterizzato da una cubatura e un frazionamento superiori.

Questo è il caso dell' auto descritta qui di seguito, che può essere definite come una vera e propria "Muscle Car", ossia vetture che conservano l' impronta stilistica e la concezione dei modelli da cui derivano, ma che a causa del propulsore che le equipaggia, sono in grado di sviluppare prestazioni molto superiori.

In effetti il termine Muscle Car, auto "muscolosa", venne coniato in america nel corso degli anni 60 e 70 proprio per identificare le vetture prodotte dai marchi americani, che celavano sotto una carrozzeria piuttosto anonima, e in definitiva molto simile alle altre versioni prodotte dello stesso modello, motorizzazioni stra-potenti, contraddistinte da cubature dell' ordine di 7000/8000 centimetri cubi,ed in grado di sviluppare potenze che in qualche caso sfioravano i 400 CV effettivi.

Qui di seguito sono raccolti un breve filmato, nonchè foto e descrizione relativa ad un' Alfetta 1600 semplificata, che è stata modificata perseguendo tale filosofia, sicchè il suo propulsore originale, il classico bialbero Alfa Romeo, è stato sostituito dal V6 prodotto dalla stessa casa, e tale operazione ha richiesto lunghi e complessi interventi a livello strutturale e di meccanica, che ha dovuto subire modifiche approfondite, allo scopo di adattare la cellula della vettura al nuovo e ben più potente propulsore montato.

Per visualizzare il filmato cliccate sulla freccia...

Cliccate sulle immagini, esse diverranno visibili nella loro dimensione originale...

Alfetta 3000 V6, vista frontale

Ecco una bella vista frontale di questo iper-muscoloso esemplare di Alfetta semplificata "2800 V6", ex Alfetta 1600, esaminando la quale appare evidente l' architettura della berlina che si è utilizzata come base per allestire questa iper-vitaminica Alfetta speciale.

A parte la colorazione della carrozzeria, non vi sono differenze di spicco dalla versione originale, dal momento che non sono state applicate vistose e pacchiane appendici aereodinamiche, nè sono stati aggiunti gruppi ottici di foggia diversa rispetto a quelli originali.

Alfetta 3000 V6, vista del vano motore

Una bella immagine del vano motore di questa pepatissima versione derivata da una comune Alfetta 1600, esaminando la quale appare evidente il trapianto effettuato, tanto che fa bella mostra di sè un bel propulsore 3000 sei cilindri a V, ovviamente made in Alfa Romeo.

Naturalmente è superfluo aggiungere che il montaggio di tale propulsore nella cellula originaria ha richiesto l' effettuazione di approfondite e consistenti interventi strutturali del vano motore, considerevoli e approfondite modifiche alla geometria del vano stesso, e nell' applicazione di rinforzi, allo scopo di consentire il corretto alloggiamento del nuovo propulsore, non solo molto più potente, ma anche ben più voluminoso di quello normale montato in origine.

Alfetta 3000 V6, vista anteriore

Alfetta 3000 V6, viste posteriori

Alfetta 3000 V6, vista laterale

Ecco invece alcune immagini, raffiguranti varie viste della iper-vitaminica Alfetta, esaminando le quali appare evidente l' adozione del roll-bar, visibile attraverso la finestratura delle porte posteriori.

Parimenti spicca l' adozione dei grossi cerchioni sportivi, sui quali ovviamente sono montati dei pneumatici super-ribassati, ovviamente molto più adatti rispetto a quelli montati in origine a scaricare la notevole potenza erogata dal corposo V6.

anche in questo caso poi è apprezzabile la presenza dei paraurti in acciaio originali, e la totale mancanza di orpelli aereodinamici di qualsiasi natura, tanto che il profilo laterale dell' autovettura in questione, se non fosse per i cerchioni, sarebbe perfettamente analogo a quello di una normalissima Alfetta 1600 semplificata.

Alfetta 3000 V6, abitacolo

Ecco una bella vista dell' abitacolo della iper-vitaminica Alfetta, esaminando la quale appare chiara l' effettuazione di una serie di modifiche, quali per esempio l' adozione di sedili sportivi e anatomici, indispensabili per configurare un allestimento sportivo.

le modifiche effettuate sulla plancia sono invece di entità relativamente limitata, tanto che è ravvisabile la presenza delle finiture originali, come per esempio il rivestimento del cruscotto.

Diversa invece la foggia della leva del cambio, di connotazione molto più sportiva e moderna rispetto a quella montata sull' auto dalla quale deriva questa particolare e pepatissima versione dell' Alfetta.

Naturalmente. oltre alla dotazione supplementare di strumenti, non manca la chiavetta rossa, che comanda l' interruttore di sicurezza dell' impianto elettrico dell' autovettura, peculiarità questa di tutte le vetture da competizione. 

--------- Il celebre motore V6 dell' Alfa Romeo ---------

Il motore che equipaggia l' Alfetta in questione appartiene alla numerosa famiglia del V6 prodotto nel corso degli anni 70, 80, e 90, denominato, a causa del nome del progettista, anche V6 Busso.

La prima versione utilizzata per motorizzare le autovetture prodotte dalla casa del  Portello era un 6 cilindri a V di 60°, di 2492 cc, con un alesaggio di 88 mm e una corsa di 68,3 mm.

Tale cilindrata cilindrata rappresentava sostanzialmente la base di partenza per poter mettere poi successivamente in cantiere motori caratterizzati dalla stessa architettura, ma da una maggior cubatura, tanto che, nel giro di alcuni anni la cilindrata di tale propulsore crebbe sino al valore di 3000cc.

La soluzione tecnica consistente nel disporre i cilindri con un angolo di  60° consente di ottenere la creazione di un motore dimensionalmente ben più corto di un propulsore caratterizzato dalla stessa cubatura, ma dall' architettura tipica dei 6 cilindri in linea, e allo stesso tempo molto compatto, nonchè ben equilibrato.

Ecco cosa ricorda di quel periodo il progettista del motore, Giuseppe Busso:

« "Il V6 nacque per sostituire i 2.600 6 cilindri in linea (che tra l'altro aveva evidenziato problemi torsionali che ne pregiudicavano l'incremento prestazionale) e doveva essere più compatto del V8 con una cilindrata superiore ai 2 litri. Verificammo certe nostre ipotesi con un 4 cil. sperimentale che girò a Parigi in un centro di sviluppo della Bosch, che mise l'Alfa Romeo in condizione di compiere i primi esperimenti con l'iniezione elettronica. La distribuzione avveniva tramite un albero a camme in testa azionato da una cinghia posteriore che comandava direttamente le valvole di aspirazione e, attraverso una piccola punteria e un bicchierino, quelle di scarico. I positivi riscontri ci incoraggiarono a derivare da quello schema un 6 cilindri a V di 60° con cilindrata di 2.5 - 3 litri, che iniziò a "girare" al banco verso la fine del 1968". »
(Giuseppe Busso)

Il "V6 Busso", nelle sue varie ed innumerevoli versioni, è universalmente considerato dagli addetti ai lavori, dai piloti, dalle testate giornalistiche del settore specifico, nonchè dai semplici appassionati e aficionados del marchio della casa del biscione, come uno dei migliori motori caratterizzati dall' architettura V6 di ogni epoca, tanto che taluni l' hanno considerato addirittura il miglior V6 al mondo.

Certo è che sono numerosi i parametri presi accuratamente in cosiderazione per formulare tale giudizio, e tra di essi si possono senza dubbio ricordare l' erogazione della potenza, le prestazioni complessive, l' elasticità, l' efficienza, l' affidabilità, e perfino... il suo particolarissimo sound.

Addirittura, per citare un esempio,  è bene ricordare che nell'agosto 2011, in un articolo comparso sulla autorevole rivista EVO magazine, l' originale propulsore V6 Alfa Romeo è stato definito il motore "stradale" contraddistinto dall' architettura V6 in grado di produrre il rombo in assoluto più gradevole.

Si ricordano poi anche un notevole numero di riconoscimenti, ovviamente tutti ufficializzati, che identificano il brillantissimo ed equilibrato motore prodotto dall' Alfa Romeo, come miglior propulsore fra quelli appartenenti alla sua categoria ed a lui similari.

Tali riconoscimenti sono stati attribuiti propria rispettivamente, in ordine cronologico, al 2.0 V6 Turbo, al 3.0 V6 24v, e al 2.5 V6 24v.

Tutti i propulsori prodotti nel corso degli anni sono definibili "variazioni sul tema di base", in quanto evoluzioni del propulsore utilizzato per la orima volta nel corso dell' anno 1979 per motorizzare inizialmente la sfortunatissima ammiraglia Alfa 6, e successivamente autovetture quali l' Alfa 90 (158cv), l' Alfa 75 (188cv) , l' Alfa Romeo SZ (210CV), l' Alfa 164, (192 cv), la 164 Quadrifoglio (200cv), nonchè l'Alfa Spider (192 cv), ecc., ecc, nelle seguenti versioni:

2.5 Carburatori 12 valvole (Alfa 6)

2.5 Iniezione 12 valvole (Alfa6, Alfa 90 Q.O., Alfetta GTV6 2.5, 155 V6, Fiat Croma V6, Alfa 75 Q.V.)

2.0 Carburatori 12 valvole (Alfa 6)

2.0 iniezione 12 valvole (Alfa 90 2.0 V6 CEM)

2.0 iniezione 12 valvole Turbocompresso (164 V6 Turbo, 166 V6 Turbo, GTV (916) V6 turbo, Spider (916) V6 turbo)

3.0 iniezione 12 valvole (164 3.0 V6, 164 Q.V., Spider (916) V6, Alfa 75 3.0 V6, Lancia Thema 3.0 V6)

2.5 iniezione 24 valvole (156 V6 24v, 166 2.5 V6)

3.0 iniezione 24 valvole (164 V6 24v, 164 Q, 164 Q4, Lancia K V6, GTV (916) 3.0 V6 24v, Spider (916) 3.0 V6 24v, 166 3.0 V6 24v, Lancia Thesis 3.0 V6 24v e prototipo 164 Proteo da 260cv)

3.2 iniezione 24 valvole (147 GTA, 156 GTA, GT 3.2 V6 24v, 166 3.2 V6, GTV (916) 3.2 V6 24v, Spider (916) 3.2 V6 24v, Lancia Thesis 3.2 V6)

Ecco alcune foto di vani motore che alloggiano una delle tante versioni del celebre V6 by Alfa Romeo. 

Vista del motore V6 dell' Alfa 6

Vista del motore V6 dell' Alfa 90

Vista del motore V6 dell' Alfa 156