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------ Foto di un' Alfetta 1600... molto particolare ------

La fortunata Alfa Romeo Alfetta, vettura indubbiamente molto riuscita sotto tutti gli aspetti, meccanici o estetici che dir si voglia, ha sempre suscitato gli entusiasmi di una folta schiera di aficionados e simpatizzanti del modello e del marchio che rappresentava.

Fra le sue caratteristiche intrinseche, che ai tempi fecero la gioia degli alfisti più intransigenti, spiccava quella di disporre di motorizzazioni potenti e grintose, che gli consentivano di sviluppare prestazioni che, quantomeno sotto questo aspetto, la ponevano ai vertici della categoria di appartenenza, e le consentivano di distanziare considerevolmente le dirette rivali.

Ciò non di meno, nel corso della lunga e fortunata carriera evolutiva del modello, una folta schiera di meccanici e preparatori, si è dedicata con passione all' ulteriore potenziamento del propulsore che equipaggiava la già grintosa berlina sportiveggiante prodotta dalla casa del biscione, ottenendo spesso risultati di una certa rilevanza, facilitata nel raggiungimento dello scopo dalla valida e solidissima architettura del mitico bialbero made in Alfa Romeo.

Qualcuno poi, si è spinto anche oltre, arrivando a sostituire il propulsore originale, con un' altro, sempre prodotto dall' Alfa Romeo, ma di tipo diverso, più moderno, nonchè più performante.

Qui di seguito sono raccolte foto e descrizione di una particolare Alfetta 1600 semplificata, sulla quale il propulsore originario è stato sostituito con una versione più moderna e aggiornata del celebre bialbero made in Alfa Romeo, ossia il noto "Twin Spark", che venne utilizzato per equipaggiare le successive Alfa 75, che del mitico Alfettone degli anni 70 conservavano sostanzialmente la disposizione e l' architettura degli organi meccanici, aggiornati però tecnicamente, essendo di fatto utilizzati su di un modello di nuova generazione.

Cliccate sulle immagini, esse diverranno visibili nella loro dimensione originale...

Alfetta   semplificata    "2000  Twin spark",

esemplare unico, olandese, vista frontale

 Alfetta     semplificata    "2000   Twin spark",

esemplare unico, olandese, vista anteriore

 Alfetta      semplificata     "2000   Twin spark",

esemplare unico, olandese, vista posteriore

Ecco una panoramica di foto del corpo vettura di questo particolare esemplare unico di Alfetta semplificata 2000 twin spark, esaminando le quali appare evidente il fatto che la carrozzeria non è stata fatta oggetto di particolari interventi a livello estetico, tanto che, se non fosse per i cerchioni (accoppiati a pneumatici super-ribassati...),di foggia molto più moderna rispetto a quelli montati in origine, non si noterebbero particolari differenze tra di essa e la versione di partenza.

  Alfetta   semplificata "2000 Twin 

 Spark", esemplare unico, oland.

 vista del singolare vano motore

Ecco ora una bella immagine del singolare vano motore di quest'  ancor più singolare Alfetta semplificata "2000 twin spark", che alloggia al suo interno un propulsore utilizzato un tempo per motorizzare un' Alfa 75, vettura che associava la formula e le soluzioni costruttive prerogativa dell' Alfetta ad una carrozzeria caratterizzata da un disegno molto più moderno, e che rappresentò per la casa automobilistica di Arese un buon successo commerciale, nel corso degli anni 80 e 90.

 Alfetta  semplificata "2000  Twin spark",

esemplare  unico,  olandese,  dettaglio

della   parte   anteriore   dell'  abitacolo

 Alfetta  semplificata "2000  Twin spark",

esemplare  unico,  olandese,  dettaglio

della   parte  posteriore  dell'  abitacolo

Ecco ora due foto degli interni di questa singolare Alfetta semplificata "2000 Twin Spark", esaminando le quali appare chiaro il fatto che essi, benchè non originali (in effetti le sellerie paiono anch' esse, come il propulsore, mutuate da un Alfa romeo Alfa 75...) non sono comunque stati fatti oggetto di particolari interventi atti a stravolgerne l' impostazione originaria.

Degna poi di nota l' adozione di un volante caratterizzato da un disegno molto più sportivo e moderno rispetto a quello che faceva parte della dotazione iniziale dell' autovettura utilizzata come base di partenza per l' allestimento di questo singolare esemplare unico. 

Alfetta  semplificata "2000  Twin spark",

esemplare  unico,  olandese,  dettaglio

della  parte laterale  destra del  pianale

Alfetta  semplificata "2000  Twin spark",

esemplare  unico,  olandese,  dettaglio

 della    parte   posteriore   del    pianale

Ecco ora due foto, riprese da una particolare angolazione, del brancale e della parte posteriore della carrozzeria di questa strano esemplare unico di Alfetta semplificata "2000 Twin Spark ", esaminando le quali appare evidente l' applicazione di una strana marrmitta contraddistinta dal disegno a tromboncino, quindi simile a quello peculiarità delle vetture degli inizi del 900.

Probabilmente si tratta di un fantasioso intervento, effettuato dall' autore di questa creazione, allo scopo di caratterizzare maggiormente la stessa. 

Che dire di questo strano ed originale ibrido, una gloriosa Alfa Romeo Alfetta 1600, sotto il cofano della quale batte un cuore pur sempre Alfa, ma appartenente ad una generazione diversa, più grintosa e più recente... ai posteri l' ardua sentenza !

Il sistema di accensione denominato "Twin Spark"

Il sistema di accensione denominato "Twin Spark", in italiano traducibile in "scintille gemelle", o, forse meno fedelmente, traducibile in "doppia scintilla", è un particolare sistema di accensione, caratterizzato dall' adozione di due candele per ogni camera di scoppio, studiato e sviluppato dalla casa automobilistica Alfa Romeo.

Ovviamente, dopo averne riscontrato l' oggettiva validità, tale soluzione tecnica è stata utilizzata anche da altre case automobilistiche, pricipalmente sui modelli di loro produzione.


Descrizione

In dettaglio si può affermare che la soluzione tecnica prerogativa di tale sistema consiste nell'utilizzo di due candele per cilindro, anziché una sola, come accade solitamente, e ciò consente di ottimizzare al meglio la combustione della miscela aria-benzina che si forma all' interno della camera di combustione, migliorando in tal modo le prestazioni complessive dei propulsori che l' adottano. 

Nei motori a pistoni che utilizzano la distribuzione a due valvole per cilindro le candele montate sono solitamente dello stesso tipo, e sono infatti anche disposte simmetricamente.

Nei motori a pistoni che utilizzano la distribuzione a quattro valvole per cilindro le candele montate sono solitamente di tipo diverso, nonchè di dimensioni differenti.

Delle due la più grande è normalmente disposta al centro, mentre la più piccola è posizionata in posizione disassata, e ciò allo scopo di rendere maggiormente completa, uniforme e regolare la combustione dei gas. A parità di motore.

 

Un po' di storia...

Già nel corso del primo decennio del XX secolo fecero la loro comparsa i primi motori caratterizzati dall' adozione della soluzione tecnica della doppia accensione, utilizzati principalmente in campo aeronautico.

Tale soluzione veniva all' epoca utilizzata allo scopo di ovviare ai frequenti malfunzionamenti delle candele che equipaggiavano i propulsori areonautici in quel lontano periodo, malfunzionamenti che davano luogo ad esiti molto pericolosi, compreso quello di arresti indesiderati dei motori che equipaggiavano i velivoli dell' epoca, con le conseguenze che è facile immaginare.

Osservato che il sistema, oltre a rendere più sicuro il volo, dava luogo ad un considerevole incremento di potenza, fu subito sperimentato anche sui motori destinati alle competizioni automobilistiche.

In campo motociclistico invece, un primo tentativo di utilizzo della doppia accensione su motori di serie venne effettuato sul prototipo della Moto Guzzi "G-P 500" costruita nell' anno 1920, dotata di testata a 4 valvole, ma nonostante gli ottimi risultati ottenuti, il sistema venne abbandonato, a causa degli elevati costi di produzione, comportati dalla sua maggior complessità costrurttiva.

La casa automobilistica Alfa Romeo utilizzò per la prima volta la soluzione della doppia accensione nel corso dell' anno 1914, sul modello denominato "A.L.F.A. tipo Grand Prix".

In seguito tale tipo di soluzione costruttiva divenne di utilizzo comune sui modelli da competizione costruiti nel periodo del dopoguerra, come le Giulia TZ e GTA, 105.33, 75, ecc. ecc..

Tuttavia, il moderno sistema basato sulla doppia accensione, denominato  "Twin Spark" (scintille gemelle), dotato anche della possibilità di variare e differenziare i tempi delle accensioni, iniziò ad essere effettivamentre studiato dall' Alfa Romeo a partire dall' anno 1976.

Proprio allora le sezioni progettuali dei motori "Nord" e "Sud" vennero accorpate tra di loro, sotto la direzione di Cesare Bossaglia, che decise di sperimentare la doppia accensione anche sui propulsori destinati alle automobili di grande serie, e non solo sui modelli costruiti per partecipare alle competizioni sportive.

Sui modelli descritti in precedenza l' accensione a "doppia candela", pur essendo concettualmente sia molto simile alla "Twin Spark" odierna, presentava alcune differenze a livello costruttivo, rispetto alla versione attuale.

Infatti le recenti versioni delle vetture Alfa Romeo (per intenderci quelle equipaggiate con motori progettati e sviluppati dal gruppo Fiat...), dispongono sì di propulsori nella cui camera di scoppio è ravvisabile la presenza di due candele.

Tuttavia esse differiscono nettamente tra di loro, poichè la prima è disposta centralmente, ed è  di dimensioni maggiori, mentre la seconda è caratterizzata dall' avere dimensioni minori, e funge da ausilio a quella descritta in precedenza.

Ciò accade poichè le camere di scoppio dei motori prodotti attualmente, solitamente costruite per alloggiare quattro valvole, presentano una disponibilità di spazio residuo molto inferiore, a causa dell' ingombro generato dalle stesse, e ciò rende di fatto impossibile il montaggio di due candele dello stesso tipo, e dunque caratterizzate anche dall' avere le stesse dimensioni.

A differenza di quanto accade attualmente, nei motori che equipaggiavano i modelli costruiti nel periodo post-bellico era invece ravvisabile la presenza di due candele dello stesso tipo, poichè, essendo le loro camere di scoppio progettate per ospitare solo due valvole, anzichè quattro, vi era una maggiore disponibilità di spazio residuo, e ciò ne rendeva agevole il loro collocamento.

 

Per dovere di cronaca va detto che...

...Anche la Mercedes ha utilizzato tale tipo di accensione su alcuni motori a V di 90°, posteriori all' anno 1997, i quali presentavano la distribuzione a 3 valvole per cilindro.

...Quella prodotta dall' Alfa Romeo è l'unica famiglia di motori corredati di doppia accensione dotata delle quattro valvole per cilindro.

...Anche molti motori che dispongono della distribuzione a quattro valvole per cilindro prodotti dalla casa automobilistica giapponese Honda  dispongono di sistemi a doppia accensione.

...Esempio dell' applicazione pratica di tale soluzione tecnica il propulsore che equipaggia modelli come l' Honda Jazz, a partire dall' anno 2004.

...Esempio dell' applicazione pratica di tale soluzione tecnica è poi il propulsore ibrido, anch' esso dotato della distribuzione a  quattro valvole per cilindro, doppia accensione, fasatura variabile che equipaggia la Civic Hybrid.

...La stessa tecnologia è stata utilizzata anche nelle motorizzazioni motociclistiche, tanto che la celebre casa Ducati l' ha di fatto sperimentata su alcuni motori da lei prodotti, denominandola "Dual Spark".

...Il sistema Twin Spark è applicabile anche ai motori rotativi di tipo Wankel, dove in questo caso si ha  un' accensione in momenti diversi del loro particolare ciclo.

Alfa  75  2000  Twin  Spark, anno

1988, dettaglio del vano motore